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GALILEO GALILEI

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GALILEO GALILEI, UN GIGANTE DELLA SCIENZA




"Voglio vedere le lune di Galileo, voglio vedere anch'io le famose lune di Galileo", la voce di un bambino di 5 anni, dominava su quelle dei partecipanti dell'ultima serata astronomica. Tra tutte le persone che aspettavano di vedere Giove e le sue lune, lui sembrava il più curioso fino a quando il suo occhio si è poggiato sul telescopio e dopo un grande stupore ha affermato: "Posso diventare anch'io come Galileo?". La sua semplice domanda mi ha ricordato che il 15 febbraio nacque Galileo e nonostante siano passati quasi 450 anni dalla sua nascita, il grande scienziato sembra ancora tra noi grazie alle sue scoperte.
La curiosità e la logica, furono le doti principali di Galileo Galilei, un uomo che con le sue grandi scoperte si guadagnò la fama ed il merito di essere il primo scienziato moderno. L'anno più importante della sua vita fu il 1609, anno nel quale Galileo, venuto a conoscenza che un artigiano olandese aveva costruito uno strumento in grado di vedere oggetti lontani, costruì il suo primo telescopio e lo puntò verso gli oggetti che costellavano il cielo notturno. Probabilmente non fu il primo uomo ad osservare il cielo con un telescopio, altre persone negli anni precedenti vennero a conoscenza di quella magnifica invenzione e qualcuno di loro provò ad osservare la Luna, ma nessuno registrò e analizzo ciò che osservava. Galileo fu il primo a disegnare le montagne della Luna, capendo che il nostro satellite era un corpo simile alla Terra (anche se privo di atmosfera). La scoperta di moltissime nuove stelle osservando la Via Lattea, aprì gli orizzonti cosmologici dell'uomo. In quel magico 1609 giunse infine l'osservazione di Giove, che diede a Galileo gli elementi per confermare la teoria eliocentrica che poneva il Sole al centro del sistema solare. Infatti la scoperta di 4 piccole stelle vicine a Giove, e l'osservazione che con lo scorrere delle ore, di notte in notte, cambiavano la loro posizione, restando sempre vicine al pianeta, fece capire a Galileo di aver scoperto quattro lune di Giove. Da questa osservazione, lo scienziato pisano dedusse che i corpi più piccoli orbitano attorno ai corpi più grandi, confermando così la teoria formulata da Aristarco di Samo (III sec. A.C.) e riportata in auge in Europa da Copernico, che poneva il Sole al centro del sistema solare. Dopo la pubblicazione nel 1610 di queste scoperte nel Sidereus Nuncius, Galileo continuò ad osservare il cielo con nuovi telescopi via via sempre più perfezionati. L'osservazione del Sole rivelò allo scienziato la presenza delle macchie solari, che permisero a Galileo di misurare il tempo di rotazione del Sole attorno al proprio asse e di capire che questo corpo così importante per la Terra, non era perfetto come appariva alla semplice vista umana. Infine, la scoperta che il pianeta Venere mostrava delle fasi simili a quelle della Luna, permise a Galileo di dimostrare definitivamente che Venere e tutti i pianeti compresa la Terra, orbitano attorno al Sole. La pubblicazione del Sidereus Nuncius e delle scoperte successive, mise in agitazione vari uomini di Chiesa e con essi la Sacra Inquisizione, che vedevano nelle teorie copernicane una sconfessione delle sacre scritture. Anche vari matematici dell'epoca non riconobbero la validità delle osservazioni di Galileo e delle sue conclusioni, questo perché la  teoria eliocentrica aveva un difetto: descrivendo orbite circolari non era più accurata di quella geocentrica (teoria Tolemaica), nel prevedere la posizione dei pianeti. Nonostante il clima negativo che lentamente andava a crearsi attorno a Galileo, lo scienziato, confidando nella sua capacità di convincere la Chiesa  e gli scettici, iniziò a scrivere nel 1624 il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. Quest'opera vide la luce definitiva nel 1632 e confrontando il sistema geocentrico di Tolomeo con quello eliocentrico di Copernico, affossava definitivamente la prima teoria a favore della seconda. Nonostante l'iniziale parere positivo dell'Inquisizione alla sua pubblicazione, dopo pochi mesi la stessa Inquisizione ordinò che l'opera fosse ritirata dalla vendita e nell'anno successivo si giunse al processo contro Galileo. Di fronte alla minaccia della tortura, lo scienziato pisano abiurò la teoria Copernicana, rimettendosi al giudizio della Sacra Inquisizione che lo condannò per eresia e gli permise di proseguire il resto della sua vita presso la sua casa di Arcetri, in una sorta di regime di arresti domiciliari. A 449 anni dalla nascita di Galileo, guardiamo ancora con grande ammirazione e stupore a questo grande scienziato che con il suo ingegno, con la sua logica ed il suo operato, inventò il metodo sperimentale e pose le basi della scienza moderna. La sua abiura della teoria Copernicana va guardata con rispetto e quel processo mette in luce i limiti di un grande scienziato che come uomo compì i suoi errori. Forse il suo più grande errore fu quello di trattare con sufficienza e non considerare, le teorie del giovane scienziato Keplero, che nel 1609 pubblico le prime sue due leggi sul moto dei pianeti. Le orbite ellittiche dei pianeti confermavano in modo definitivo la teoria eliocentrica, permettendo la previsione delle posizioni dei pianeti, con una precisione superiore rispetto alla teoria Tolemaica. Se Galileo avesse riconosciuto la validità di quelle leggi, forse avrebbe avuto maggiori argomenti per difendersi dal processo per eresia. Ma la storia non la si fa né con i se, né con i ma e la definitiva consacrazione della teoria eliocentrica giunse nel 1689, a seguito della formulazione della legge di gravitazione universale opera di un'altro grande scienziato: Isaac Newton, che con il suo lavoro consacrò alla storia della scienza l'eretico Galileo e l'incompreso Keplero.

Manuel Floris, astrofisico e divulgatore scientifico.



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